Il Clandestino susci bar si trova nella baia di Portonovo, scoglio bianco, acqua turchese, lavande e ginestre nelle colline adiacenti. E’ la perla del parco del Conero, oasi incontaminata e ricca di una macchia mediterranea dai profumi intriganti che vi avvolgeranno già nella passeggiata che vi porterà dal parcheggio al Clandestino. Un fico vi avviserà del vostro arrivo, un mare cristallino vi evocherà luoghi esotici e lontani, il sogno ad occhi aperti è appena iniziato….

Il locale apre il 10 luglio del 2000 e prende il nome da una canzone, quella di Manu Chau, che echeggiava ovunque: radio, televisione, discoteche. C’era chi addirittura la canticchiava per strada o magari la mattina, appena sveglio, davanti allo specchio nel bagno.È stato proprio questo straordinario successo musicale a far sì che Maurizio Fiorini battezzasse quelchiosco, a pochi metri dall’acqua dell’azzurro Adriatico, il Clandestino. Ebbene, a distanza di qualche anno, quel termine conduce solo al locale, inventato da Maurizio eda Moreno, quasi a voler significare l’incredibile fama che si è costruito nel tempo. Le parole diManu Chau nessuno le ricorda più, mentre oggi, quando si nomina il Clandestino, tutti corrono conil ricordo a quel bellissimo luogo: Portonovo, in provincia di Ancona, circondato dall’acqua di mare,dalla sabbia, dal cielo azzurro, da una luce notturna che illumina una chiesetta. Una scenografiaspettacolare che invita a una cena a due, romantica, sotto la luna. Questo locale nasconde, tra l’altro, una bella storia d’amicizia, ma anche forse l’inizio di una grande avventura gastronomica che si può sintetizzare nella “riforma“ (non uso il termine rivoluzione, perché inadatto al cibo) di un piatto ormai famoso il sushi, qui diventato susci. Può sembrare a prima vista un semplice gioco dove la lettera c prende il posto dell’ h, ma non è così. C’è anche della creatività sotto sotto, e della professionalità.