Quel che piace, quel che colpisce di Anikó è che invero non si sa come prenderlo. Né bancone né baretto, affacciato sulla piazzetta di Senigallia, è un incrocio, anche nel senso stradale, di tutto quel che preme alle nostre porte. È bello come un “vassoio” spaziale, come un vagone ferroviario arenatosi non nel deserto ma nel centro della balneare cittadella. E niente ci toglierà dalla testa che una delle ragioni per comprendere, per amare Anikó, diciamo una delle chiavi per ca(r)pirne le intenzioni, è proprio di apprezzarlo come se fosse un intervento d’arte contemporanea.

 

Intuizione, innovazione e genuinità: Anikò è questo e molto altro.
Anikò sorge nel centro di Senigallia, in piazza Saffi, e si presenta come un chiosco in acciaio, tek, cristallo e legno che, dominante, spezza la complessità della tecnologia e a pervadere di semplicità il tutto. Il prefabbricato come metafora dell’idea in sé: rendere accessibile un prodotto unico, riformulare il concetto di street food dando ad un pesce di qualità il ruolo da protagonista, “una sorta di proiezione della Haute Couture che trova qui la più giusta ridefinizione in un prêt-à-manger”.

Da innovativa idea di salumeria ittica, fonte di ispirazione per molti, Anikò è diventato un punto di ritrovo fisso per lo street food di qualità con i “piattini gourmet” e per bere un cocktail fresco e originale o un calice di vino tra una vasta selezione, il tutto in un contesto gradevolmente informale e rilassante.
E’ l’intreccio tra memoria e innovazione, costante nel percorso dello Chef che, con un prodotto eccezionale, ha portato il gourmet alla portata di tutti. Un locale che regala un momento di ristoro piacevolmente fresco e leggero, un punto di riferimento per chiunque ami le scelte di gusto.